Vino vegano. Vegan wine.

Vino vegano. Vegan wine

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Molti si chiedo il senso del vino vegano, in apparenza infatti sembra scontato che il vino sia vegano a prescindere.
Tuttavia per quanto possa sembrare assurdo, a chi non sa nel dettagli come vengono prodotti i vini, anche il vino vegano, ha la sua collocazione.

Breve premessa sul veganismo.

Premesso che nessuno dovrebbe mai giudicare, le scelte altrui in generale, e meno che mai quelle alimentari, provo a dire in due parole cosa è il veganismo.
Non me ne vorranno gli amici vegani, se semplifico ai minimi termini, concetti ben più ampi.
Sul veganismo molto si può dire, interessante è la pagina wikipedia sull’argommento.

Inizio subito con il dire, che è tutt’altro che una moda recente, la prima associazione vegana di cui si abbia notizia risale al 1944.
Dall’inizio del 1900, all’interno dei movimenti vegetariani, nascono dei comitati, per “bandire” anche i prodotti caseari.
Non tutti aderirono alla filosofia, che bandisce ogni prodotto di origine animale, o che sfrutti in qualsivoglia modo gli animali.

In massima sintesi quindi il veganismo, è il rifiuto netto e totale di usare prodotti, che derivano dallo sfruttamento degli animali.
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Il vino vegano. Vegan Wine.

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Giuseppe Arcimboldo.

Ed allora viene da chiedersi, cosa c’entra il vino? è fatto con frutto quindi è vegano!
Non è proprio così, e non da adesso, ma da sempre, ovvero da sempre, in moti vini vengono usati prodotti di derivazione animale.
Alcuni pensano che il problema siano i lieviti, ma non sono loro il problema vegan.

Una delle operazioni maggiormente imputate è che chiarificazione.
Questa operazione fondamentale nei vini bianchi e rosati, ma usata anche per gli altri vini, viene compiuta con alcuni prodotti.
La maggior parte dei prodotti usati nella chiarificazione, sono di origine animale, albumina principalmente.
L’altra operazione enologica, spesso additata, è la filtrazione.
Anche la filtrazione è spesso fatta con “farine” di origine animale.
Queste due operazioni, sono quelle che tutti vegani, mettono al bando, ma in agricoltura ci sono anche altre cose, che potrebbero mettere in crisi i vegani più “integralisti”.
Partendo sempre dal presupposto, che veganismo, non ammette lo sfruttamento, in alcun modo degli animali, sia che rimangano vivi, sia a maggior ragione che siano uccisi.

In agricoltura, sopratutto quella biologica, bodinamica e naturale, vengono usati concimi di origine animale.

– Post, sui vini biologicibiodinamici, e naturali.

In particolare il letame, ma anche concimi azzotati di origine animale.
Il letame non comporta necessariamente l’uccisione dell’animale, ma certamente ne comporta un sfruttamento.
Mentre i concimi azzotati, spesso sono prodotti con le carcasse degli animali.
Un concime naturale, ammesso nella dieta vegan è il favino, ovvero l’utilizzo del soverchio con la coltivazione di fave.

Veganesimo “estremo”.


C’è un ultimo aspetto da considerare, nella produzione del vino vegano, ma è quello più marginale.
O per meglio dire è quello tenuto in minor considerazione dalla maggior parte dei vegani.
Sono gli insetti, che inevitabilmente, o quasi, possono finire nella spremitura e nella raccolta delle uve.
In ogni caso per una certificazione vegan, solitamente è sufficiente che non siano stati usati i prodotti succitati nella chiarificazione e filtrazione.
Uno dei problemi tuttavia rimane quello della compatibilità, tra il prodotto bio e quello vegan, non sempre possibile.
Per meglio dire, i preparati usati sia nel biologico, che nel biodimanico, sono spesso di origine animale, ed è quindi difficile, trovarvi compatibilità.

Al di la delle scelte personali, estreme o meno che siano, forse il giusto sta nel mezzo, e quindi un buon vino biologico, anche se le uve sono state “conciate”, è meglio di un vino industriale, almeno dal punto di vista della salute.

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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