vino novello, la macerazione carbonica.

vino novello

Il vino novello in Italia, è sostanzialmente un tentativo poco riuscito di imitare il Beaujolais Nouveau.
So che iniziare un post, con una sentenza tanto tranchant, non sarebbe opportuno.

Le fasi.

vino novello

Vino Novello, la macerazione carbonica

Dopo essere partito dalle conclusioni, sulle quali comunque tornerò in modo più esplicativo, vediamo le fasi.
Per produrre il vino novello, regolato da una legge 1989, si procede in due fasi.
Nella prima fase (fig. 1), si mette l’uva intera in un contenitore, a chiusura ermetica, riempiendo gli spazi vuoti con dell’Anidride carbonica.
Questa fase, di “pre vinificazione” dura mediamente 5-10 giorni, a circa 30° centigradi, anche se le temperature e i tempi possono essere maggiori.

In questa fase, l’uva subisce delle trasformazioni, in particolare, viene “distrutto” l’acido malico, gli zuccheri vengono trasformati in alcol etilico, anche se a bassa gradazione, e aumenta il contenuto di glicerina.
Grazie a questa fase, vengono estratte dall’uva le sostanze aromatiche, sia dalla buccia che dalla polpa.

Dopo questa fase una parte dell’uva sarà schiacciata dal proprio peso, e nel serbatoio ci sarà già del liquido.
Sia questa parte, che l’uva passa quindi alla pressatura, e alla vinificazione di tipo convenzionale.
Questa parte dura mediamente 2-4 giorni, è quindi più rapida rispetto ai normali tempi.
Non ci sarà bisogno di invecchiamento, tanto meno in botte.

Caratteristiche del vino novello.

Il vino novello, negli anni ha avuto i suoi momenti di gloria, dovuto più alla moda, che ad altro.

Pigiatura dell’uva

Infatti in Italia, a differenza della Francia questa tipologia non si è affermata per qualità, ma solo per quantità, e per monetizzare rapidamente.
Ovviamente ci sono, come sempre, le dovute eccezioni che sanno dare anche a questa vinificazione del lustro.
Il vino novello, può essere messo in commercio o per meglio dire al consumo, dal 6 novembre dell’anno della vendemmia.
Molte denominazioni, prevedono e regolamentano al loro interno, i vini novelli, che comunque fanno riferimento.
Questi tipo di vinificazione, da solitamente vini fruttati, floreali e “vinosi”, sono quindi vini di “pronta beva”, che ben si adattano ad un consumo rapido.
I tannini sono solitamente delicati e morbidi, poca adatti all’invecchiamento.
Tutte queste caratteristiche, danno vini già ben equilibrati in gioventù, e direi solo in gioventù.

Il Beaujolais nouveau.

Il Beaujolais, è l’antesignano del novello, o per meglio dire è il vino al quale ci siamo ispirati per regolamentarlo.
Come spesso accade però, le imitazioni non sono all’altezza dell’originale.
Il Francia infatti, la regolamentazione, anche se con processi simili, è più precisa e restrittiva.
Per prima in Italia non vengono specificati né territori, né vitigni, mentre in Francia può essere prodotto solo con Gamay, e solo nella zona di Beaujolais.
È un processo portato avanti fin dagli anni 30, mentre in Italia è stato regolamentato solo 1989.
Tutte questi fattori, insieme alla cultura francese per i vini di qualità, hanno portato il Beaujolais ad essere tra i vini più attesi ogni anno.



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Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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