Vino Biologico

Vino Biologico

vino biologico

Agricoltura biologica. Logo prodotti bio.

Se sull’agricoltura biologica, ho sentito dire di tutto, ancora di più l’ho sentito sul vino sul vino biologico.
“Il biologico non mi piace”, che è un po’ come dire che so “Il Sangiovese non mi piace”.
“Ah si biologico sarebbe il vino del contadino”, cosa voglia dire non l’ho capito.
“Biologico? no io queste cose moderne non le capisco”, e così via, con altri esempi.
Del resto chi è ha contatto con il pubblico, si abitua a sentire di tutto.

Va anche detto che oggi, è sempre più difficile anche per gli operatori capire esattamente di cosa si parla.
La terminologia fantasiosa,  commerciale spesso schiaccia quella a norma di legge, oggi di “filosofie di vinificazione”, ne nascono ogni giorno.
Abbiamo quindi il vino Biodinamico, ed il Naturale, per arrivare a quello vegano, e ultimo, quello omeopatico.
Spesso sono regolamentati più da enti privati che da norme di legge, questo crea delle incomprensioni, nel consumatore.
Alcune di queste “denominazioni”, sono specchietti per le allodole, altre sono decisamente interessanti.

Se su altre filosofie enologiche tornerò più avanti oggi voglio concentrarmi solo sul Vino Bio, cercando di chiarire prima a me stesso, e poi spero anche a voi, di cosa parliamo.
Per arrivare al vino, si deve ovviamente fare un passo indietro, e quindi parlare  di agricoltura biologica.
Del resto il vino, strano a dirsi, si fa con l’uva (o almeno si spera), sarebbe quindi più preciso parlare di vino da agricoltura biologica.

Agricoltura Biologica

Per agricoltura biologica, si intende un agricoltura, che non usa prodotti di sintesi, o sementi geneticamente modificati.
In buona sostanza quello che fa l’agricoltura biologica, è cercare di avere il massimo rispetto dell’ambiente.
Non utilizza inquinanti, o semi che potrebbero portare uno squilibrio nell’ecosistema.
l’agricoltura biologica cerca di essere quanto più autosufficiente possibile.
Le aziende co, anziché arricchire i terreni, cercano di non impoverirli, anziché prediligere un insetticida cercano di prevenire le infestazioni.
Ovviamente questa è una sintesi massima, che forse non rende del tutto giustizia ai coraggiosi agricoltori biologici.
Credo però che sia sufficiente, per far capire cosa c’è alla base delle filosofia di chi fa BIO.

Questa filosofia si è spostata anche in vigna, nel 2009 (ultimi dati da me reperiti), gli ettari vitati sommati a quelli in “conversione” risultano essere 43614.
Non è un numero poi così esiguo, ma anzi indica una tendenza in crescita, chi sposa questa filosofia, non lo fa certo per motivi meramente commerciali.

È da dire che a differenza di quello che si possa pensare, spesso l’agricoltura biologica, ed in particolare la viticultura, prevede più interventi in vigna, anche se meno invasivi.

Il vino biologico in sostanza è un vino prodotto con uve biologiche, nella vinificazione non sono ammessi prodotti enologici di tipo chimico, a parte la solforosa.
Quindi è un vino che si basa sulla volontà dell’uva più ancora che su quella dell’enologo, che può apportare poche manipolazioni, se non quelle date dalla natura stessa.
Il vino biologico è ben normato da una normativa europea, cosa che ad esempio ancora non avviene per il biodinamico, e per il naturale, per i più coraggiosi QUI, la normativa.

Il vino biologico è migliore di quello “tradizionale”?

vino bio, agricoltura biologica

vino biologico

Se parliamo di gusto del vino, ovviamente entriamo nel piano personale, quindi non c’è una risposta univoca, se parliamo di qualità in generale altresì non si può dare una risposta certa.

Ho assaggiato degli ottimi vini biologici, come dei vini biologici decisamente scadenti, ma la stessa cosa si può dire di tutti i vini.

Posso però dire, che un approccio agricolo meno invasivo, meno aggressivo, e più rispettoso, della natura mi piace di più, che questo produca un vino migliore è un altro discorso.
Credo che come spesso accade la via di mezzo sia la cosa giusta. Se tutto il mondo producesse bio, magari anche senza mezzi meccanici, e a dorso di un mulo, la produzione non soddisferebbe il mercato.
Altresì se tutti producessero in modo “industriale”, i terreni ne sarebbero devastati, e la diversificazione, le biodiversità si assottiglierebbero.

In conclusione.

A meno che non scegliate il vino bio, come punto preso, perché è questa la vostra filosofia, è giusto provare tutto.
Io credo che il marchio bio, non sia di per se un sinonimo di qualità, ma “solo” di rispetto dell’ambiente.
È quindi importante provare, senza farsi ingannare dal marchio o dall’etichetta, perché l’etichetta è fuori dalla bottiglia non dentro.
Affidatevi quindi ai vostri sensi, sperimentate e lasciatevi sorprendere.



Leggi Triple A, Agricoltori Artigiani Artisti.
Leggi Vino Naturale.

Vedi anche “La Regola”.
Vedi anche “Vinudilice”


Visita ed iscriviti al nostro canale youtube.
Lascia un commento.
Condividi l’articolo.


Guida.wine è un blog senza pretese.

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
Questa voce è stata pubblicata in filosofie, vinificazioni e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.