I vigneri vinudilice. Salvo Foti

vinudilice

I Vigneri logo

I Vigneri, è un nome di antica tradizione, nasce a Catania nel 1435, quando viene costituita, la “maestranza dei vigneri”.
Oggi questa è diventata un azienda che condotta da Salvo Foti, produce vini “estremi”. L
e vigne alcune centenarie si trovano sull’Etna, dove oltre a combattere con le avversità climatiche della montagna, si combatte anche con i capricci del vulcano.
Qui, concedetemi il gioco di parole, si possono produrre solo prodotti “vulcanici”, o come si usa ormai dire vini eroici, o estremi.
Con il Vinudilice, è il caso di dirlo, si raggiungono le vette più alte “dell’estremo”, è infatti la vigna più alta d’Europa.

vinudilice

bottiglia di vinudilice

Si trova 1300 metri di altezza, dove non si pensa quasi mai di vinificare. Come se non bastasse l’altezza, il vigneto è esposta a nord, allevato ad alberello, tutto è condotto a mano, e con il solo ausilio di un mulo.
Una conduzione estrema anche per un biologico, o un biodinamico.
Le viti impiantate sono autoctone, Alicante, Grecanico, Minnella più altre varietà meno note.
La vinificazione avviene senza ausilio di temperature controllate, ma con l’ausilio di lieviti autoctoni, in modo del tutto spontaneo seguendo la volontà dell’uva più di quella dell’enologo.
Il vino rosato che se ne ottiene il Vinudilice è un rosato del tutto fuori dalla norma, unico in tutti i sensi possibili.
Da assaggiare con molta attenzione, da degustare lasciandosi cullare dalle sue caratteristiche così peculiari ed uniche, per un esperienza che appaga.


Guada anche il video sul “Nerello Mascalese”, tipico della zona etnea.

Vinudilice 2014. Note di degustazione

degustazione

Degustazione

Rosa chiaro con dei riflessi che vanno sulla polpa di arancio rosso.
Un rosato che può far pensare ad un rosso scarico più che a un rosato.
Di grande consistenza, fatto ruotare nel bicchiere produce degli archetti molto lenti.

L’olfatto è colpito subito da un marcato profumo marsalato, che tradisce un principio ossidativo, pur essendo un vino relativamente giovane.
Arriva poi la frutta in confettura e sottospirito in particolare il lampone, e la ciliegia marasca.
La mineralità si averte con ritardo, ma è comunque presente, ed accompagna l’agrume che si sente solo adesso.
Chiude l’aroma un fresco erbaceo aromatico.
Al gusto colpisce subito la sapidità, che è però ben bilanciata dalle morbidezze, otre che da un’acidità spiccata ed estremamente gradevole.
Sul retronasale si avverte bene l’amarena sotto spirito, ha una lunga persistenza, dominata dalla mineralità, ma è tutt’altro che monocorde.

Un vino decisamente fuori dal comune, difficile da abbinare se non a quei piatti della tradizione siciliana, ben saporiti.
Ottimo anche come fine pasto, sorseggiandolo con gli amici in una digressione di fine pasto.
Quello che lascia questo vino, è un ricordo, vi sembrerà quasi di essere stati sull’Etna, perché di questa terra prende tutto.

Guarda anche, il video di sintesi sulla regione Sicilia del vino.


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Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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