Triple A, selezionatore di eccellenze

Triple A seleziona eccellenze
i triple a vini di eccellenza

Trple A

Sono molte le distribuzioni, che selezionano produttori di vino.
Ogni selezionatore ha le sue filosofie, spesso basate sulla proffittabilità.
Molte selezioni però sanno distinguersi, tra queste c’è Triple A, ovvero “Agricoltori Artigiani Artisti”.

Tanto che “Triple A”, più che una selezione, è una filosofia agronomica, una sorta di associazione di produttori, che si rispecchia in determinati metodi.
È chiaramente distribuita e commercializzata sul territorio nazionale, ma il suo scopo è ben diverso.

Il Manifesto.

Come accennato, Triple A non è una semplice distribuzione di vini, ma una vera filosofia, con tanto di Manifesto.
Redatto da Luca Gargano 15 anni or sono, da in sostanza le linee guida dell’associazione di viticultori.
Gargano nella redazione del manifesto, parte da una constatazione, difficilmente contestabile, ovvero l’appiattimento dei vini, a discapito di territori, vitigni, ed identità del produttore.

La standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nei caratteri organolettici e incapaci di sfidare il tempo. Dal manifesto triple A.

Gli elementi chiave per essere delle Triple A? sono semplici, ovvero avere tre ingredienti.
Essere A come Agricoltori, A come Artigiani, A come Artisti.
Tutto sta quindi nel rapporto, tra l’uomo (produttore), e la terra, e tra lui e il prodotto che vuole ottenere.
Nel rispetto della terra, delle tradizioni più antiche, e della vinificazione, i Triple A usano solo metodi “naturali”, quindi per lo più Biologici o Biodinamici.
È partendo da queste basi, che si arriva al “decalogo”, che deve essere rispettato dai produttori.

Il Decalogo.

Il decalogo lo trovate a questo link, in sintesi lo possiamo riassumere così:
Selezione delle viti.
Non utilizzo di prodotti chimici di sintesi, e rispetto dei cicli naturali della vite.
Uve raccolte a maturazione e sane.
Nessuna aggiunta ai mosti di solforosa, o altri additivi.
Aggiunta si soli lieviti indigeni, e non selezionati.
Durante la fermentazione, sono esclusi tutti i metodi chimici o fisici, ad eccezione del controllo della temperatura.
Maturazione sulle fecce fini, fino al momento dell’imbottigliamento.
Nessuna correzione di parametri chimici.
Nessuna chiarificazione o filtrazione prima dell’imbottigliamento.

Va da se che vini di questo genere, “eccezionali”, proprio nel senso che fanno eccezione, escono da quelli che sono oramai gli schemi dei vini.
Non tutti sapranno apprezzare un vino ricco di sedimento, pratica per i Triple A, spinta all’eccesso, ma che dona vini di grande interesse enologico.
Non tutti sapranno apprezzare, gli antichi, e veri sapori dei vini “Triple A”, che vanno capiti, amati, e coccolati.

Per approfondire la Biodinamica e la vigna, leggi:

http://guida.wine/vino-biodinamico/


Leggi anche gli altri articoli sulle filosofie ed i metodi enologici.

Tra le Triple “A” leggi Crémant D’Alsace KB Binner.

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Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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