Pouilly-Fumé

 

Sauvignon un grappolo

Sauvignon Blance

Ci sono territori che hanno in se dei piccoli misteri.
Ci sono vinificazioni che sono quasi magiche.
Quello che avviene al Sauvignon Blanc, nella valle della Loira è sorprendente, quesi un alchimia. A Pouilly-sur-Loire e in alcuni comuni limitrofi, si produce questa perla enologica.
Um vino che non dovrebbe mancare nell’elenco dei vini degustati da chi ha questa passione.
Il terroir ed il microclima, trasformano letteralmente un uva.

Per un pizzico di gloria nostrana, va detto che la coltivazione dell’uva in questa zona, venne introdotta dai romani.
Questo però è l’unico merito che ci possiamo prendere.
Furono invece i monaci benedettini, che si dedicarono alla vinificazione di qualità in questa zona.
Crearono un precursore dei vini attuali, vini non destinati alla vendita.
Con la scusa della sacralità erano destinati al consumo interno, guardando quindi alla qualità più che alla redditività.
Del resto è noto quanto i prodotti della abbazie, e dei monasteri siano di grande godimento.
Fortunatamente la rivoluzione francese tagliò le teste, ma non le viti. Con il passaggio di proprietà dal clero e dalla nobiltà al popolo, questo vino così particolare iniziò a viaggiare lungo la Loira per poi giungere a Parigi.
Trovò negli anni la sua gloria, ricercato sopratutto nei salotti bene della capitale, ma è dal 1937 che diventa un AOC.
Oggi è esportato in tutto il mondo, tanto da vantare anche dei maldestri tentativi d’imitazione anche oltreoceano.
Le aziende che lo producono, hanno varie tecniche di vinificazione, quello che le accomuna è la raccolta manuale delle uve, e gli scarsi interventi di tipo aggressivo in vigna.
Vi è un grande rispetto della natura, del resto in Francia il concetto biologico e biodinamico della coltivazione dell’uva è una filosofia più che un mero stratagemma commerciale.
In conclusione questi sono è una zona enologica ed un vino di grande vocazione.
Caratteristiche uniche, che non smettono mai di sorprendere.
Chi non ha mai degustato il Poully Fumé, non può dire di conoscere il Sauvignon Blanc.
Qui grazie al terroir fatto prevalentemente di selce, una roccia sedimentaria fatta di silice, conferisce al vitigno quei sentori di pietra focaia .

Pouilly-Fumé Emmanuelle Mellot 2014.

Emmanuelle Mellot, proviene da una famiglia di antichissima tradizione enologica.
Produce questo Pouilly-Fumé, con la gran parte delle uve fermentate in acciaio, ed una piccola parte in rovere.

Di grande luminosità ed intensità, il colore è di un giallo paglierino con riflessi dorati, con una consistenza decisa.

Il profumo è intenso ed avvolgente, che sfiora molte famiglie aromatiche, erbaceo con uno spiccato bosso, e felce fresca, un leggero richiamo erbette aromatiche, evidente anche la frutta gialla, e la mimosa in fiore.
A bicchiere fermo e attendendo qualche secondo si evidenzia anche la mineralità, sia di pietra focaia, che di un leggero smaltato tipico del Sauvignon Blanc della Loira, non manca anche la nota speziata.

Al gusto è un vino secco e abbastanza caldo e morbido quasi avvolgente, con una buona acidità che si sposa bene con la sua sapidità evidente.
Un vino di corpo, in perfetto equilibrio, dove al gusto ritroviamo tutte quelle sensazioni odorose che abbiamo trovato all’olfatto.
Gli elementi, come la tipologia del vino, fanno presagire una grande longevità, e la possibilità di migliorare ulteriormente nel tempo.
Un vino da abbinare a piatti ben strutturati, di carne e di pesce.
Ad esempio ombrina al cartoccio, filetto alla Rossini, o a piatti a base di verdure brasate.

Pouilly-Fumé

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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