Montegioco microbirrificio. Tibir una birra unica e rara

Montegioco microbirrificio:

montegioco logo

Birrificio Montegico

Delle birra IGA, lo stile italiano delle birre, ho parlato brevemente in questo post.
Sono stato alla “festa della IGA”, in quel di Campi Bisenzio, qui ho girato vari banchi di assaggi.
Come sempre facendo il giro al contrario, e quindi incontrando per ultimo, uno dei primi banchi.
In procinto ormai di abbandonare la festa, con soli 2 gettoni rimasti, mi imbatto nel birrificio Montegioco, e qui rimango rapito, sono dovuto correre alla cassa, per prendere alti gettoni.

Ammetto che sono molti i birrifici interessanti, che producono IGA, ma trovarne uno che usa il Timorasso, è stato per me folgorante, intrigante, ed anche seducente.

Il Birrificio Montegioco.

Il micro birrificio, si trova in un “micro comune”, di appena 340 abitanti (dato del 2010), con una densità abitativa, di circa 62 abitanti a km.
Un luogo di pace e tranquillità incastonato in Val Grue, dove le identità territoriali sono molto importanti.
Da qui prende il nome, e forse anche perte della sua identità, il birrificio Montegioco.
Il progetto lo si deve a Riccardo Franzosi, che da vita alla sua passione, trasformando un vecchio magazzino in birrificio.
Leggendo sul sito, si scopre che vi è un legame importante di amicizia, quello con Walter Massa, maestro, ed oserei dire “padre” del Timorasso.
Entrambi sembrano amare le “nicchie”, e posso dire che in effetti, sia le birre di Franzoni, che i vini di Massa, sono molto più di una nicchia.

Del resto in Toscana, per nicchia intendiamo anche la conchiglia, mi spingo quindi a dire, che le birre Montegico, sono la perla dentro la nicchia.
La zona dove sorge il birrificio, è considerata terra di conquista, come del resto buona parte delle terre di confine, ed ecco quindi, che da qui potrebbe partire la vendetta, che conquista gli amanti delle buone birre italiane.
Un mastro birraio attento al prodotto, in continua evoluzione e ricerca.

Tra le oltre 20 etichette, ho assaggiato la Open Mind e la Tibir.
La prima prodotta con uva croatina, la seconda di cui vi parlerò nel dettaglio a breve, con il Timorasso.

Birra Tibir.

montegioco tibir

TiBir Birra con timorasso. Immagine presa dal sito del birrificio.

Premesso che la degustazione, se così si può definire, è avvenuta nel peggiore dei contesti per una degustazione.
Ovvero luogo buio, nel bicchiere sbagliato, a temperatura troppo bassa, e con odori circostanti un po’ troppo invadenti.
 Devo dire che questa birra mi ha stupito ed entusiasmato, immagino quanto possa dare degustata nel giusto contesto.

Come accennato la birra è prodotta con aggiunta di Timorasso,  ha una gradazione di 7,5% vol.
La birra si presenta limpida, con una schiuma ben persistente e cremosa, il colore è sull’aranciato con qualche riflesso ambrato.
(ero quasi al buio abbiate pazienza se non sono preciso).


Quello che compisce subito, è la sua intensità olfattiva, pur in un contesto contaminato, l’identità del Timorasso è evidente.
Nettissimi gli idorcarburi, sottostanti i gradevoli fiori bianchi, sambuco in particolare.
Note di rosa, di miele, e sul finire pesche sciroppate.
In bocca colpisce subito la sapidità, che ben si sposa con le note luppolate, e l’identità del vitigno.
Durezze e dolcezze, giocano a lungo in bocca, dando una persistenza molto prolungata e variegata.
Le note amaricanti, sembrano ad un primo impatto prorompenti, ma ma lasciando il tempo alla bocca di abituarsi, le noto dolciastre arrivano, e la bocca si lascia cullare da loro.
È una birra elegante, per persone esigenti, una birra che sa adattarsi a tanti palati.
Sa essere semplice se bevuta con distrazione, e complessa per i più attenti.
È un po’ come una poesia ermetica, può essere letta da tutti, apprezzata da tutti, ma compresa da pochi.

Il primo abbinamento a cui ho pensato, è con i formaggi piemontesi, ma una birra così, si abbina bene anche ad un fritto di paranza, mangiato in riva al mare, o con dei salumi ben saporiti.
Una birra di grande versatilità da provare, da soli o in compagnia.

 

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
Questa voce è stata pubblicata in articoli vari, Birra e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.