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Moda del gusto

Come molte alte cose, anche il gusto segue le mode, segue le tendenze, ed è quindi variabile.Nel tempo, non solo si modifica il gusto personale, che segue le evoluzioni del corpo, ma cambia anche la tendenza.

Moda del gusto.

Può apparire, strano ma anche il gusto segue delle mode, basta essere degli osservatori, anche distratti per accorgersene.
È accaduto con i ristoranti, non solo etnici, ma anche internazionali, e tradizionali, ed accade anche il vino e la birra.
Tolti alcuni “evergreen”, come lo Champagne, che comunque rispetto all’inizio del ‘900, era tutt’altra cosa.
Gli altri vini seguono la moda e la tendenza.
Chi è sugli “anta”, non può dimenticare l’imperversare del Galestro Capsula Viola, presente a tutte le pizzate.
Poi venne la moda del Fiano di Avellino,  del Greco di Tufo, e per i più snob il Lacryma Christi.
Del resto era il momento di gloria “commerciale” dei vini campani, moda che oggi è migrata al nord.
In alcuni momenti storici sembrava non ci fosse altro da dover chiedere al bar, al ristorante, in enoteca.
Stessa cosa la si può dire per i cocktail, chi mai oggi chiederebbe un Alexander, manco tengono più la panna forse.

Vediamo i vari punti di tendenza, senza scendere troppo nei dettagli.

Birra:

Anche le birre, hanno avuto le loro mode, mi viene in mente la Corona con il limone, avevo 20 anni e ne bevevo a litri, oggi inorridisco solo al ricordo.
L’alternativa dei “grandi” degustatori era la Adelscott, birra dolciastra da malti affumicati.
Oggi sembra arrivato il momento glorioso delle birre artigianali, sopratutto in Italia, dove i birrifici si moltiplicano con successo.
Va da se che le “grandi” birre industriali, hanno ancora la più grossa fetta di mercato.
Che sia dovuto al prezzo più abbordabile, o al gusto, non è dato saperlo, anche se i sospetti sono forti.
Sulle birre sarebbe da sprecare qualche parola, anche sulle mode locali, e di gruppo, lo farò in seguito.

Vino:

I vini seguono le mode, vedi l’imperversare del Prosecco, in ogni angolo, tanto da aver ispirato questo articolo ironico.
L’articolo ironizza certo, ma la dice lunga su fenomeno Prosecco.
Tal volta sono, purtroppo, i produttori che adattano il prodotto al gusto del momento, come avviene tristemente per alcune denominazioni.
È vero che sarebbe assurdo, voler bere il Chianti, come era fatto 300 anni fa, ma altresì la moda non dovrebbe stravolgere un identità.

Tuttavia le mode, hanno dei filoni diversi, anche nello stesso momento, e spesso dietro hanno anche delle correnti di pensiero, delle filosofie di vita, come accadeva nella sfida tra paninari e punk negli 80.
Ecco quindi che al fianco devi vini più “sofisticati”, elaborati in modo scientifico, nascono i Biodinamici, o i vini naturali.
Da qui i due filoni, quelli che bevono solo vini di estrema piacevolezza, ma elaborati, pensati e costruiti, proprio per piacere, e quelli che bevono i grandi vini di produttori, che non piegano il prodotto al gusto del consumatore, ma lo elaborano cercando di rispettare l’identità di quel vitigno.

Concludendo:

Non so se sia più giusta la strada del piacere a tutti, o quella del prodotto di nicchia.
Quello che so è che la moda del gusto, è una componente molto influente nel mercato.
Quello che evinco osservando il mercato, e le reazioni delle persone, è abbastanza chiaro.
Tutti, che siano sommelier, o consumatori, si fanno influenzare dalle tendenze, adattando il proprio gusto
Del resto la moda, quella vera, ce lo insegna, tendiamo a comprare ed indossare quello che fa tendenza.
Difficilmente indossiamo quello che ci sta meglio, o quello che ci fa sentire più comodi.

Con il vino facciamo la stessa cosa, forse tra 20 anni ricorderemo con nostalgia, un certo vino, come qualcuno rimpiange la zampa di elefante, senza tuttavia indossarla più.
È vero però, che quando un sommelier, degusta il vino, deve saper uscire dal parametro moda.
Quindi se analizziamo il nostro comportamento, forse possiamo riuscire, ad uscire dagli schemi.
Attenzione però perché spesso, se usciamo da uno schema entriamo in un altro, quindi non ci salviamo dalla moda.

Il mio auspicio, è che produttori, ed associazioni, educhino sempre più alla differenziazione del gusto.
Il rischio di appiattimento gusto olfattivo è già alle porte, ma possiamo ancora arginarlo.
Chiaramente non mi sfugge il fatto, che il vino e la birra, alla fine vanno venduti e bevuti, e non essere solo vanagloria.


Guarda la categoria Vaneggiamenti, per le altre idee malsane che ho scritto.

Lascio un commento, e condividi l’articolo, anche solo per criticare.

Vedi anche La carta dei vini.


Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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