Le anfore antica inniovazione

Vinificazione in anfora

Zeus e Ganimede riprodotti su un anfora

Vinificazione in anfora

Si sa il mondo del vino è anche moda, non solo per quanto riguarda le etichette, ma anche per quanto riguarda i metodi produttivi e le filosofie produttive, biologico, biodinamico, vegano, omeopatico, insomma per stare sul mercato le aziende devono lottare, tal volta scegliendo una filosofia in cui credono, altre volte seguendo una nicchia di mercato, o una tendenza.
Sempre più i produttori, e gli enologi che stanno al passo con i tempi, stanno riscoprendo antichi metodi, antiche tradizione di cui si era quasi persa memoria alle nostre latitudini, o di cui si trova traccia in alcuni arazzi cinquecenteschi, riportando in auge strade antiche ormai abbandonate.
Tra questi metodi, vi è la vinificazione in anfora, recipiente antico ed affascinante, che evoca la storia, il commercio, le battaglie, navi affondate, e fondali marini, usato in antichità principalmente per la conservazione e il trasporto, del vino e dell’olio, oggi viene riscoperto e rivalutato anche in Italia, per la vinificazione.
Mentre in Georgia, l’anfora, portata probabilmente dai romani, non è mai stata abbandonata, in Italia sono stati pochi i produttori, sopratutto del nord che l’hanno usata in tempi non sospetti, con il tempo invece, pur rimanendo un metodo di nicchia si sta diffondendo, in tutte le regioni.

Vinificazione in anfora.

Vinificazione in anfora

Le anfore di Ivano Danti

Il vino in anfora può essere sia fermentato, che semplicemente affinato, come per ogni altro metodo enologico, ci sono vantaggi e svantaggi, non è una vinificazione adatta a tutti i vitigni, ma deve essere ben valutata dall’enologo, e dal produttore, non sempre infatti quello che fornisce risultati esaltanti in una zona, è esportabile, ed ancora di più quando si parla di varietà del vitigno usato, del terroir dove è stato allevato, e della situazione climatica di quel dato anno.
Fatta la premessa scontata, vediamo cosa apporta di diverso, dal cemento, dal legno o dall’acciaio questa riscoperta metodologia.
La terracotta, ha la grande capacità di essere un pessimo conduttore termico, quindi un buon isolante, mantiene di conseguenza costanti le temperature, oltre a questo la sua naturale porosità fa si che il vino, che sia in fermentazione, o che sia ad affinare si ossigeni, in modo delicato, in più la cessione di aromi al liquido contenuto è minimale, anche se non secondaria.
Le anfore tuttavia, come i barrique, e le botti, sono di varie tipologie, con interni smaltati, ricoperti di cera d’api, impermeabilizzati, con larghe bocche, o piccoli fori, con tenute stagne, o sistemi speciali, insomma ogni anfora è un piccolo mondo a se stante, gli specialisti in Italia, per la creazione di anfore adatte alla vinificazione si trovano all’Impruneta, terra nota fin dai tempi antichi per i loro “cotti”, ma anche in un piccolo comune non a caso nella provincia di Trento.

 

Vinificazione in anfora

Chiusura ermetica di un anfora. Tava Anfore

Oggi grazie alle ricerca, e all’attenzione ai dettagli, le anfore per il vino, sono prodotti sempre più adeguati alle esigenze dei singoli produttori, oltre all’isolamento termico già citato, che è pari a quello del legno, uno dei vantaggi, è che la terracotta non cede aromi terziari al vino, sopratutto i tannini che invece cede il legno, quindi ha la possibilità di esaltare maggiormente le caratteristiche varietali, in particolare il fruttato, cosa che ad esempio con il cemento avviene meno, perché pur non cedendo aromi al vino, non permette il giusto apporto di ossigeno, e quindi la fermentazione avviene a vantaggio degli aromi primari.
In sostanza su alcuni vitigni a bacca rossa, come Syrah, alcuni Sangiovese, si è rivelato il giusto compromesso tra cemento e legno, naturalmente l’ultima analisi spetta sempre all’enologo, che deve saper valutare con attenzione l’uva da gestire in cantina.
Quello che si evince leggendo pareri di esperti, sia enologi che degustatori, è che i risultati con l’anfora sono molto legati alle scelte enologiche, l’anfora in sostanza riesce a dare vini più controllati e precisi, perché raramente da sbalzi termici, non contamina con batteri e lieviti non desiderati, ma rende il vino più simile a se stesso, nel senso che è un metodo meno invasivo e più naturale, anche se spesso tra fermentazione e macerazione richiede tempi più lunghi rispetto ad altri contenitori, è in sostanza un metodo che va a braccetto con la biodinamica.

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Vinificazione in anfora

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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