Il Rigoloccio

Rigoloccio

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Rigoloccio

Il Rigoloccio (QUI), si trova nell’alta maremma, è una piccola azienda, che sa offrire dei vini interessanti.
Sopratutto per una zona in cui, fino a qualche anno fa, la vinificazione era decisamente di poco interesse.

Il comune di Gavorrano, in provincia di Grosseto, era terra di miniere, un territorio quello delle Colline Metallifere, aspro ricco di ferro come è facile dedurre.
Il Rigoloccio prende il nome proprio da uno dei pozzi dell’antica miniera, che si trova accanto alle vigne di 9 ha.
La miniera di pirite ha dato una certa identità anche al terroir.
La nascita dell’azienda è recente, 2003, ma non così giovane da lasciare indifferenti.
Grazie alle scelte di Pierre Marie Guillaume e Fabrizio Moltard, rispettivamente agronomo ed enologo l’azienda punta ai vitigni internazionali.
La filosofia aziendale, condotta da Puggelli e Abati si è posta l’obiettivo di produrre vini di alta qualità.
Oltre alla scelta della qualità, l’azienda punta anche al buon rapporto con il prezzo.
I Vitigni impiantati sono Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Soavignon, Petit Verdot, Alicante, Fiano, Chardonnay.
Grazie non solo al terreno, ma anche ai venti provenienti dal vicino Golfo di Follonica, questi vitigni offrono il meglio di loro stessi.
La cantina moderna, e l’uso combinato di tecnologia e tradizione fanno il resto per l’ottenimento dei vini dell’azienda.

Quatrodicembre Santa Barbara.

 

degustazione Rigoloccio

Degustazione

Una vendemmia tardiva che non ti aspetti, chi conosce i vini della zona può solo sorprendersi difronte a questo vino. È diverso da qualsiasi altro vino passito di queste terre, certamente l’Alicante non è un vitigno usato spesso in purezza, non nella maremma comunque.
È anche questo che rende il Santa Barbara, una vendemmia tardiva unica.

Un vino di un rosso rubino molto intenso, quasi impenetrabile.
Di grande consistenza quasi cremoso.
L’esame olfattivo è quanto mai difficile è un continuo susseguirsi di aromi .
Vanno dal sottobosco, all’amarena, così come i frutti rossi in confettura, emerge anche un leggero tartufo.
La mineralità è evidente, la frutta secca lascia dei ricordi di castagnaccio in cottura.
Al primo sorso si evidenzia la dolcezza, e l’avvolgenza, è in perfetto equilibrio tra durezze e morbidezze.
Di buona persistenza, le sensazioni retro nasali sono coerenti con l’esame olfattivo.
Sul finale di bocca emergono delle note balsamiche, ed una sensazione sia gustativa che tattile di farina di castagne.

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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