I Corti ristorante in Prato. Un perfetto connubio di tanti elementi

I Corti Ristorante in Prato

I corti ristorante

“I Corti ristorante in Prato” l’esterno del locale

Prato è una strana città, percorri le sue strade, e ti sembra di essere in una metropoli, parli con le persone e pensi di essere in pesetto.
In un guazzabuglio multiculturale, i ristoranti non sono da meno,  la tradizione culinaria è rispettata, ma esistono anche molti ristoranti etnici.
Sono però rari i ristornati, che sanno uscire da questi due schemi precostituiti.

Ecco che tra questi, emerge quasi per magia “I Corti ristorante in Prato”
Un ristorante che emerge, perché sa essere un perfetto connubio tra tanti aspetti, non eccede in niente, ma eccelle in tante cose.

La location.

I corti ristorante

L’interno del ristorante antico e moderno a braccetto.

Siamo in piazza Mercatale, un tempo cuore pulsante della città, oggi piazza di passaggio, che sembra animarsi solo di notte.
Un luogo di mezzo, dove ci vuole il coraggio del giovane per aprire un nuovo locale.
È qui che Marco e Lorenzo hanno avuto il coraggio di insediarsi, e di riportare un po’ di sana vita nella piazza.
A ridosso delle antiche mura, hanno saputo creare un ambiente, sobrio, elegante, ed equilibrato.
Un ambiente moderno, in un antico contesto? Si I Corti dei fratelli Lorenzo e Marco è anche questo.

Un eleganza non sfarzosa, e non banale, moderno ed antico che si sposano.
La parte moderna, sembra quasi appoggiata, sembra chiedere scusa alle antiche mura.
Una frase di Jack Kerouac, immortalata sul muro, domina la prima sala.
È questo l’ambiente che vi accoglie, con il sorriso e la cortesia, non formale e leziosa di Marco il Sommelier e proprietario, insieme al fratello.
Un apparecchiatura, ben curata, con posate moderne, ben pensanti e bilanciate, particolare questo solo apparentemente secondario.
Una bella luce, non invasiva rende l’ambiente caldo ed accogliente, anche per chi, come me qui è venuto a mangiare da solo.

La carta dei vini e il servizio.

Posso dire, anzi urlare FINALMENTE, una carta dei vini, che sa stare in equilibrio, tra l’inevitabile commerciale e la nicchia.
Oggi fare una carta dei vini, è quanto mai difficile, il vino si deve vendere, ma il vino deve anche stupire.

I corti ristorante

il pouilly-fumé, raro da trovare sulle carte italiane.

La carta è visivamente ben strutturata, i vini divisi secondo logica, bianchi e bollicine, italiani ed esteri, rossi, insomma potete cercare con una certa facilità.
Marco, il sommelier AIS, ha saputo fare una giusta selezione, anche questa molto ben equilibrata.
Io mi sono degustato un ottimo, anche se giovane, pouilly-fumé che con i suoi profumi, le sue note minerali, e quelle eteree, ha dato davvero tanto.
Marco il maître di sala, sa condurvi bene tra i piatti, ed i vini che lui stesso seleziona, affidatevi a lui per la scelta del vino, rimarrete tutt’altro che delusi.
Il servizio è impeccabile, non è invadente, ma non fa mancare niente, tutto arriva al momento giusto.
Saper descrivere i piatti, è un arte rara, e qui è ben esercitata.

La cucina

i corti ristorante

Le entrée, chi ben comincia…

La cucina, affidata alla pluriennale, esperienza di Lorenzo, tocca vette da stellati.
Del resto è in quei ristoranti che si è formato in tanti anni.
Già nelle entrée, si vede una ricerca e una cura inusuale, contrasti e bilanciamenti di colori, e di sapori.

I tentacoli di polpo arrosto, morbido e croccante al tempo stesso.
Il sapore di mare, abbinato a quello di terra, il polpo viene adagiato su una crema di patate allo zafferano.
Una vera esaltazione, dei sapori e delle sensazioni tattili, un piatto che certo non può essere nato per caso.
Un piatto che nella sua semplicità fa già presagire di essere in un posto magico.

Lo spaghetto alle “arselle”, che i dotti chiamano telline, altri confondono con la vongola, sono una vera opera d’arte.
Uno spaghetto senza ombra di sabbia, presentato in modo essenziale, senza inutili arricchimenti cromatici.
Presentare uno spaghetto, in un bel piatto, ma senza arricchirlo con decorazioni, è oggi una scelta coraggiosa.
Questa scelta in questo caso è decisamente azzeccata.
La scelta esalta ancora di più il sapore del mare, e devo dire, la sensazione di esser sulla spiaggia a degustarlo.
Non potevo certo resistere al dolce.
Uno zuccotto, dalla consistenza perfetta, con pezzetti di cioccolata croccantissima, un equilibro  tra dolce ed amaricante.
Con il dolce si è concluso il mio percorso, in modo perfetto.
Questi i piatti che ho assaggiato, ma il menù è molto ricco, segue le stagioni, e la disponibilità del pescato.

Concludendo

“I Corti ristorante in Prato”, merita una visita e merita la spesa, che per la qualità offerta, il servizio dato, l’ambiente, è decisamente bassa.
Visitate il sito e la pagina facebook, sia per i contatti che per farvi anche una vostra idea.
Se decidete di mangiare qui, affidatevi alle cure di Marco per il vino, e di Lorenzo per il palato, non rimarrete delusi.

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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