Extreme. Cave Mont Blanc

Extreme. Cave Mont Blanc

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Extreme di Cave Mont Blanc, è uno spumante brut, della Valle D’Aosta, rientra a pieno titolo nella tradizione di questi luoghi, dove “Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle” è oggi una cooperativa che vede uniti 80 soci, la cultura dei villaggi, di queste zone è sempre stata rivolta alla cooperazione, non potrebbe essere altrimenti in un luogo come questo, così unico, che è al contempo intriso di cultura francese ed italiana, in un raro equilibrio, un vero esempio di spirito europeo, che non ha mai perso la sua originale identità.

vigna sul montebianco

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La viticultura qui è considerata “eroica” o estrema, coltivare sul Monte Bianco infatti non è impresa facile, basti vedere come sono alcune delle vigne. Il vitigno autoctono utilizzato quasi solo in purezza è il Prié Blanc– biotipo Blanc de Morgex, vitigno di cui non si conosce l’esatta storia, quello che si sa, è che la sua particolarità è di avere un ciclo breve, quindi germoglia tardi, ma matura presto, bellissimi sono i monoliti di pietra che spesso sorreggono le pergole basse, con cui viene coltivata questa uva, che è a piede franco, qui infatti la fillossera non ha avuto possibilità di sopravvivere.

Guada anche il video sulla Regione Valle D’Aosta.

Il metodo classico qui prodotto, “L’Extreme”, è un vino spumante che nulla ha da invidiare ai migliori spumanti del mondo, anche se ha caratteristiche tutte sue, qui è l’unico posto della Valla D’Aosa, che produce un metodo classico, rifacendosi alle più antiche metodologie delle Champagne, dopo la prima fermentazione in acciaio o legno, avviene la fermentazione in bottiglia, mai sotto i 17 mesi, ma che spesso raggiunge periodi molto più lunghi, decisi di volta in volta di concerto tra la cantina ed i maggiori esperti di questo tipo di vinificazione, per un vino delicato, ma entusiasmante.

Degustazione.

Degustazione

Di un bel colore giallo paglierino con riflessi verdolini, come tipico di uve prodotte in climi avversi, di grande brillantezza, un perlage fine e persistente, all’olfatto emerge subito la mineralità, seguita da un bel frutto giallo che veleggia tra la pesca e le susina, con qualche nota leggera di pera un leggero sentore di buccia di arancio, e di fiori bianchi di arancio, nonché un leggero gelsomino poco evidente, affiora con ritardo un po’ di crosta di pane data dai lieviti, al gusto è secco, fresco, e persistente, lascia in bocca un gradevole fruttato, che si ritrova anche nel retronasale, dove ritroviamo un po’ di terziario dato dal legno che ricorda vagamente la vanillina.

 

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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