Edi Kante

Edi Kante

Edi KanteParlare di Edi Kante (che trovate a questo link), e dei suoi vini non è impresa semplice.
È uno di quei produttori che non lascia indifferenti i degustatori e gli amanti dei vini fuori dal coro.
È persona fuori dal coro, non solo per i vini, ma anche come persona straordinaria, che sa raccontare la sua terra attraverso la poesia del vino, anzi oserei dire, dato il nome la filosofia del vino.
In realtà il filosofo tedesco si chiama kant, ma poco importa.

“non sono maniacale su niente, sono attento”

Degustazione.
degustazione Edi Kante

Degustazione

La terra del Carso, non è una terra facile, e le viti lottano con essa ogni giorno.
Edi Kante riesce a domare questa terra e il suo clima
Le uve nelle sue mani sono come in un atanor, che le trasforma, le muta, le esalta, potrei quasi dire che trasforma il piombo in oro.
D’Oro è anche il colore di molti suoi vini, le uve lasciate alla tradizione raramente danno vini longevi, o che possano dare emozioni, ma qui invece sembrano assumere un altro aspetto, una nuova identità.
Incredibili sono le sue riserve, sia La Bora, che le altre da monovitigno, ma contrariamente a quello che si potrebbe pensare, nelle cose fin qui dette, non stravolge l’identità del territorio o delle uve, con espedienti chimici e forzature.
La cantina è scavata nella roccia carsica, è su più livelli, e qui che si costudisce gelosamente il prezioso nettare, in un ambiente con temperature ed umidità quasi immutate nel tempo.
Leggi anche l’articolo sulla Ribolla Gialla.

Sauvignon 2009 Edi Kante

Edi Kante

Sauvignon 2009 Edi Kante

È in questa cantina, ad esempio, che nasce e si trasforma una delle riserve il Sauvignon 2009.

Dopo la fermentazione in bianco, passa 12 mesi in barrique nuove
Seguono ben 4 anni di stabilizzazione in acciaio, e 6 mesi in bottiglia.
Questo per dare una perla rara, un vino ancora paglierino luminoso, che fa pensare ad un vino ancora giovane, e dal potenziale di grande invecchiamento.
I profumi sono quelli della roccia carsica bagnata, della resina di pino marittimo, come prima dominanza, ma affiorano poi le spezie dolci e le note acidule di agrumi, per sentire le note di frutta a polpa gialla, si arriva infine a delle note che ricordano i tè, il tutto in modo elegante e progressivo.

L’impatto al gusto è quella della sapidità spiccata, ma riemergono anche i sentori avvertiti al naso.
Le spezie dolci sono attenuate, ma la piacevole sensazione di curcuma e di coriandolo sono evidenti.
Ha una lunghissima persistenza, e fa presagire ancora un lungo invecchiamento.
Un vino che potrà solo migliorare, da bere subito, ma anche da conservare e dimenticare in cantina.

È la dimostrazione che non tutti i bianchi vanno bevuti giovani.


Leggi anche il nuovo articolo, su La Bora di Kante 2008

Sulla longevità dei vini di Edi Kante leggi anche l’articolo su AIS Italia.

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Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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