Degustare vs bere, una lotta eterna

Degustare VS Bere

Questo post è dedicato principalmente a non addetti ai lavori, per far capire,  le differenze tra bere e degustare.
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Degustazione

Da quando ho preso il “diploma”, mi capita di confrontarmi con amici e conoscenti, su come va bevuto un vino.
Mi capita altresì di essere “vittima” delle loro aspettative, come se il semplice attestato, mi rendesse un esperto.
Come se ogni volta che ho un bicchiere in mano, dovessi degustare.

Degustare e Bere

Degustare e bere, sono due piani diversi dello stesso atto, che riassumo così:
Bere: È un atto semplice, che serve, non solo a dissetarsi, ma anche a passare un’allegra serata con gli amici. Lo si fa senza prestare eccessiva attenzione, ma solo gustandosi le sensazioni di impatto al palato.
Degustare: È un atto complesso, volto ad un’analisi sensoriale del prodotto che stiamo analizzando. Serve principalmente a fare una valutazione del prodotto, al fine di esprimerne un giudizio.

Certo queste spiegazioni non saranno sufficienti, per farmi capire, quindi provo prima di tutto a spiegare, come si dovrebbe degustare.

Come si degusta.

degustare bere

L’antico strumento del sommelier

Senza dilungarmi troppo nei dettagli, questi sono i passi essenziali:

Parlo principalmente del vino, ma gli stessi principi, si possono usare per altre bevande, o anche per i cibi.
Premesso che ogni associazione usa dei parametri leggermente diversi, comunque convenzionati, i  principi basilari appartengono a tutti.
Per prima cosa, si dovrebbe degustare in condizioni fisiche perfette, in ambiente luminoso e privo di odori
Nell’analisi che compio sul campione, uso 4 sensi, vista, odorato, gusto, e tatto.
Qualcuno esagera usando anche l’udito, ad esempio per i vini spumante, o ascoltando il suono che fa quando viene versato, su questo è meglio che sorvoli.

La vista.
È il primo passo della degustazione, è un indagine che ha un valore relativo nella valutazione, ma che serve a dare delle possibili anticipazioni sul vino.

Vedi anche il video su l’esame visivo del vino.

L’olfatto.
È una delle indagini più difficili, perché siamo poco abituati ad usare l’olfatto. Questa indagine è importante ed anche influente nella valutazione. Si valutano sia i tipi di profumo, che la loro qualità.
-LEGGI ANCHE- Esame olfattivo del vino

Il Gusto.
È chiaramente l’analisi più importante nella valutazione del vino. Si valutano molti aspetti che è difficile riassumere, va fatta senza tenere conto del gusto personale. È importante capire l’equilibrio del vino, il suo stato evolutivo, ovvero per quanto o tra quanto, sarà alla massima espressione.

Il Tatto.
Ovviamente non tocco il vino, ma ci si riferisce alle sensazioni tattili che si hanno in bocca. Il tatto di fatto nell’analisi rientra nel gusto. Valuto quindi ad esempio l’astringenza, lo pseudocalore, la temperatura, la pungenza. Questa analisi rientra nell’esame gustativo.

Queste elencate sono solo le fasi, di degustazione, riassunte ai minimi termini, ogni fase merita fiumi di “bit”.

Bere.

Bere è un qualcosa di molto più semplice, non devo analizzare un prodotto, ma solo godermelo, senza troppe paranoie.
Si beve ad esempio quando siamo con amici, al ristorante, al pub, sul divano di casa.
È oggettivamente una cosa diversa, un sommelier, non è sempre li fisso a degustare, certo, difficilmente prende ed inghiotte il liquido, ma fa anche delle bevute spensierate, in cui pur non seguendo i canoni della degustazione usa qualche accorgimento.
Anche bevendo senza degustare mi accorgo se nel bicchiere ho un buon prodotto, o uno di poca qualità.

Bere e degustare.

Una differenza fondamentale, è che nel bere tengo conto principalmente del mio gusto personale, nel degustare invece devo uscire dal gusto personale.
Se ad esempio non mi piacciono i vini dolci, non li ordino e non li bevo, ma se in degustazione ho un vino dolce, devo valutarlo per quelle che devono essere le sue caratteristiche.
Se sto bevendo, potrò liberamente dire, “questo vino è troppo dolce”, se sto degustando, devo invece tenere conto della tipologia del vino, e se quel vino è aderente alle caratteristiche previste, non potrò dire “è troppo dolce”, ma dirò che è equilibrato.

Concludendo.

Io delle volte degusto, e delle volte bevo,  anche se delle volte uso delle vie di mezzo quando bevo, mai quando degusto.
Chi sta degustando infatti, che lo faccia per una recensione, per un punteggio, per una schede, deve sempre ricordare che sta valutando il lavoro di mesi di molte persone.
Non si dovrebbe mai degustare con superficialità, con supponenza, o con pregiudizio.
Che io sia l’ennesimo blogger, che sia il miglior degustatore al mondo, o un semplice corsista, prima di esprimere una valutazione, devo sempre chiedermi, se ho tenuto conto di tutto.
Se così non facessi, darei 100 punti solo a dei Barolo, o a dei Brunello, e mai a dei Prosecco, ogni vino, o birra, o qualsiasi cosa sia deve essere valutata per quello che dovrebbe essere, se rispecchia le sue peculiarità darò, probabilmente un punteggio alto.

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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