Corso sommelier è indipensabile?

Corso sommelier

Corso Sommelier, l’antico strumento.

Mi capita spesso leggendo nei gruppi Facebook, in particolare QUESTO, che è uno dei più frequentati e numerosi, delle forti critiche non solo verso le associazioni dei Sommelier, ma anche e sopratutto verso i corsi che questi organizzano per la formazione degli stessi.
Ed è questa tendenza che mi offre lo spunto per parlare di  la mia esperienza, e scherzarci anche un po’.

Corso Sommelier

Per poter conoscere il vino, certamente non è necessario un corso sommelier, e spesso non è neanche sufficiente fare il corso per poterlo conoscere, ma a meno che non siate enologi, o produttori di vino, il corso sommelier vi sarà certamente utile.
Se invece siete dei geni che apprendono solo leggendo, o guardando video su internet, allora vi potete risparmiare i soldi del corso.
Fatta questa breve ma doverosa premessa, voglio però dire con forza, che per me il corso è stato indispensabile, certo non è con il diploma affisso al muro, che sono diventato un esperto di vino, anzi io non sono un esperto di vino, perché in questo mondo si scoprono sempre cose nuove, non solo nuovi vini, ma anche nuovi approcci al vino.
Quello che mi ha dato il corso, sono gli strumenti didattici, per poter analizzare un vino, mi ha insegnato a confrontarmi con altri prima di esprimere un giudizio su di un vino.
Mi ha aiutato a capire che se si esprime un voto, un giudizio su di un vino, non lo si fa seguendo i gusti personali, ma usando dei criteri di valutazione che siano quanto più oggettivi possibile, cercando di valutarlo con dei criteri condivisi.
I criteri sono basati sui sensi e quindi certamente soggettivi, ma che devono poggiare su dei parametri oggettivi e condvisi

Il corso sommelier lo si può fare per tanti motivi, tutti validi, e tutti ottimi, c’è chi lo fa per la semplice passione, chi per emulazione, chi per lavoro, ognuno ha verso il corso sommelier aspettative diverse, ed è forse questo che genera idee tanto diverse verso i corsi.

È chiaro che non è necessario nessun tipo di corso, che si può “rimediare” anche su internet, con i tutorial, o con i libri, ma il corso aiuta proprio per il confronto, perché fare da soli può essere sufficiente per il sesso, ma anche quello alla lunga stanca e non soddisfa mai pienamente.
Le associazioni che organizzano i corsi, sono molte, io ho avuto modo di conoscere approfonditamente AIS, ma conosco in parte anche FISAR.

La prima è quella storica, o diciamo più vecchia, è spesso considerata più adatta per chi del sommelier vuol fare una professione, o anche solo una parte della professione.
La seconda nasce dalla prima, ed  è spesso considera adatta agli appassionati, che non hanno l’idea di lavorare come sommelier.

Questa è una distinzione solo approssimativa e di massima, basata su quello che ho potuto conoscere, a onor del vero va anche detto che la FISAR, ha dei costi molto più contenuti, ed un percorso che solitamente si conclude con il terzo livello, AIS invece oltre a costare di più fornisce altri corsi di formazione interni.
Ovviamente, sia chiaro, con entrambi i diplomi si può lavorare in questo mondo, e conosco ottimi e pessimi sommelier in entrambe, e non sono distinguibili le persone che si sono formate da una parte o dall’altra, se non sono loro a dirlo, o tal volta nell’uso di alcune terminologie.
Certamente quello che fa davvero la differenza, è chi fa il corso, non l’associazione o il docente, è fondamentale sapere che la formazione non finisce mai, e che i corsi danno solo gli strumenti adatti a potersi formare sempre meglio.

-Racconta la tua esperienza nei commenti.-

Le associazioni non sono tutto ma…

In Buona sostanza posso dire, che le associazioni di per se non fanno la differenza in senso generale.
Ovviamente ogni delegazione ha le sue prerogative, e la sua identità, nessuna di queste è migliore in senso assoluto, per qualcuno potrebbe essere più indicata una, e per altri potrebbe essere più indicata l’altra.

Il Corso comunque serve, è utile e per qualcuno anche indispensabile, certo non a livello giuridico, o per fini occupazionali, ma per avere una base di partenza.
Un po’ come per fare ingegneria, non è indispensabile aver fatto il liceo scientifico, ma è invece indispensabile conoscere la matematica.


corsisti

Corso sommelier, i tanti tipi di corsista.

Molto della buona riuscita dei corsi, non dipende tanto dalle associazioni, ma da che tipo di corsista siete, io ho “analizzato” alcune tipologie, se volete mette nuove tipologie nei commenti.

Le tipologie di corsista. Per sorriderci sopra.

L’appassionato. È solitamente il migliore dei corsisti, perché si pone con interesse, ed ascolta la lezione, prendendo freneticamente appunti, ponendo domande che tal volta mettono in crisi il docente, ma che è comunque sempre pronto a mettere in discussione quelle che sono le sue conoscenze, è un po’ il corrispondente dello studente medio, quello che si impegna, ma apparentemente non eccelle, di solito è quello che nella vita riesce meglio.
Il bevitore di grandi vini. È il più scassapalle dei corsisti, lui ha sempre bevuto vini migliori di quelli che vengono serviti al corso, se viene servito un Barolo, lui ha bevuto certamente l’anno migliore di quello, e la cantina più blasonata, se viene servito un Lambrusco, lui dirà che quello è come la cocacola, se c’è lo Champagne lui beve solo Dom Perignon e così via. Questo tipo di corsista non imparerà mai nulla, sarà sempre deluso e farà forse anche qualche proselito, è la versione adulta del bullo della scuola, che guarda dall’alto in basso.

Il Saccente. Non è peggiore né migliore del precedente, la differenza è che anziché criticare quello che viene servito, critica quello che viene insegnato, con concetti del tipo “si ma questo lo leggi anche su internet”, o con “si ma ci sono i video tutorial su internet per la degustazione”, fa le pulci ai docenti sulle virgole, questa si può dire che è la versione del secchione da enosalotto.

L’esercente. Conosce già tutti i vini proposti, tutte le cantine, le etichette e le annate, salvo poi chiamare Prosecco, qualsiasi vino rifermentato di qualsiasi provenienza, o pure lui ha al ristorante un Brunello rosato del 1968 (non ha capito che è ormai decaduto ogni pigmento). Solitamente all’esame pensa di essere preparatissimo perché fa il lavoro da una vita, ed è quello che ci rimane peggio se boccia, o se la cava per il rotto della cuffia.
L’accentratore. È quello che pur essendo interessato relativamente, deve sempre e comunque porre delle domande, anche di cose che sono chiare a tutti, proprio sta male se non trova almeno 3 4 domande da fare durante il corso, sono domande del tipo “ma allora il Franciacorta DOCG lo fanno solo in versione spumante?”.
Lo scopritore di nuovi aromi. Questa a dire il vero è una categoria che si estende anche al di fuori dei corsi, sono quelle persone, che sanno trovare aromi insoliti nel vino, alcuni sono sinceri, e davvero sentono l’aroma del fiore “scarpetta di Venere”, che nessun altro ha mai sentito, altri invece le sparano grosse, forse anche solo per ironia, e sentono il tipico aroma del fiore del Cacao, che altresì nessuno ha mai sentito prima.
Il disperato. Qui si tocca una nota dolente, la maggior parte, anche se non lo ammette si è sentito così all’inizio, mentre il degustatore elenca le famiglie prima, ed i riconoscimenti poi, la sua espressione diventa sempre più allibita perché non sente nulla di quanto viene elencato. Se come me appartenete a questa categoria non vi preoccupate è quasi esclusivamente una questione di allenamento a meno che non soffriate di anosmia.

Avete altre tipologie di corsista? lasciate un commento.

Leggi Anche: Degustare VS Bere.

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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