Carta dei vini, aspettative e delusioni

Carta dei vini, per non rimanere delusi
Carta dei vini

Carta dei vini. (ironica ovviamente)

Che la carta dei vini per un ristorante sia importante, è cosa certa.
Che questa raramente sia entusiasmante è altra cosa abbastanza certa.
Usciamo però dai ristoranti stellati, e da quelli di grande affluenza, che fanno status a se.

Quando un sommelier, o anche un semplice amante del vino, entra in un ristorante, spera sempre di trovare una carta dei vini, ampia almeno quanto il menù.
In molti ristoranti, non solo stellati questo avviene tranquillamente, ed anzi le carte dei vini, sono spesso delle enciclopedie.
Sarebbe facile parlare di queste tipologie.
Oggi voglio scherzare un po’ sopra a quei ristoranti che hanno carte dei vini che fanno decadere i tannini anche al Sagrantino, che annullano la sapidità del Vermentino, o la CO2 della Birra.

Ristoranti.
  • Il ristorante tipico 1.
    È uno dei luoghi  più ambiti dai turisti, prepara dei piatti delle tipicità locale, ed ha quanto meno una carta dei vini “adeguata” ad un abbinamento per tradizione.
    La scelta si compone solitamente, di un Prosecco aperto il giorno prima, un vino rosso della cantina sociale, ed uno bianco di provenienza incerta.
    Sulle mensole però sono presenti bottiglie storiche, con etichette sbiadite, e rigorosamente tenute in piedi.
  • Ristorante tipico 2.
    Appartiene alla generazione successiva, come età anagrafica intendo, oltre a proporre i piatti tipici della zona, fa anche le insalatone, e varianti sul tema della tipicità.
    La carte dei vini, in questi casi è un po’ più ampia, ma sempre circoscritta alla regione.
    Anche qui trovate il Prosecco, che però spesso è uno spumante della Valtellina.
  • Ristorante “vecchia gloria”
    Sono quei ristoranti, che hanno conosciuto la gloria negli anni 80 e 90.
    Hanno ancora una loro base di clienti, spesso importante, nei tempi che furono hanno rifornito la cantina, con tutte le mode (vedi articolo), di quegli anni.
    Se siete “fortunati” magari trovate un galestro capsula viola del 1988.
  • Ristorante sempre verde.
    È quella tipologia che è aperta da sempre, e sarà aperta da sempre.
    In questi ristoranti, la carta dei vini è costituita, dal nome del vitigno, ed il prezzo corretto negli anni.
    Se avete l’ardire di chiedere, “scusi ma che Merlot è”, vi tratteranno come un appestato, e vi diranno “il Merlot è Merlot, che altro volete sapere?”
Pizzerie.

Le pizzerie, sono un mondo a parte, ma non di troppo lontano dal ristorante, anche in questo caso, parlo dei casi limite.
Ci sono ottime pizzerie, con ottime carte dei vini questo sia chiaro.

  • La pizzeria “giovane”
    Deve farsi il nome, e punta sopratutto ai giovanissimi, oltre alle offerte a basso costo, propone birre mescolate mezza rossa e mezza chiara.
    Il gusto di questo mix è improponibile, ma pare piacere, questo fa presagire un futuro incerto.
  • La pizzeria consolidata.
    Esiste da sempre, è su quella strada da non si sa quando, non cambia sedie, tovaglie, posate e piatti dall’era dell’austerity.
    Ovviamente la carta dei vini, e le birre proposte, seguono la stessa sorte, qui trovate ancora il “nano ghiacciato” con la gigantografia di Amanda Lear.
  • La pizzeria improvvisata.
    È la più pericolosa, il titolare una mattina ha deciso di aprire una pizzeria.
    Ammettiamo, che la pizza sia buona, cosa sempre incerta, la carta dei vini, e delle birre è invece costituita dalle offerte volantino della GDO.
    Questo tipo di ristoratore, non vuole perder tempo, con i rappresentanti, va tutte le mattine, in tutti i supermercati, e li compra tutto.
    Vi potrebbe anche capitare di trovare:
    Un eccellente birra artigianale prossima alla scadenza.
    Un articolo civetta, tipo un vermentino di Gallura.
    Un chianti classico riserva, inabbinabile con la pizza .
    Un prosecco. (servito caldo)
    Birra italiana formato 3/4 servita in boccale, spacciata per birra alla spina.
    Fiasco da 5 litri di Montepulciano D’Abbruzzo, venduto come Morellino.
Concludendo.

Naturalmente, ho giocato e scherzato, ci sono ottime pizzerie, ed ottimi ristoranti, che carte adeguate a quello che servono.
Quello che voglio dire, è che spesso, pretendiamo molto, volendo spendere poco, ed è quindi facile rimanere delusi.
Le aspettative dovrebbero sempre essere commisurate alla tipologia di ristorante/pizzeria.

Nel dubbio fatevi una pizza in casa, comprando il vostro vino preferito in enoteca.


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Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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