Buondonno Chianti Classico. Molto Classico

Buondonno Chianti Classico.

degustazione Buondonno

Buondonno. Degustazione

Oggi vi parlo del Chianti Classico Buondonno 2013, un Chianti vero e sincero si potrebbe dire. Buondollo rientra tra i viticultori Triple A, avvero gli Agricoltori Artigiani Artisti, che fanno di ogni bottiglia una diversa opera.
Una vera e propria filosofia di produzione e di vita, quella che c’è dietro a questo movimento, che va ben oltre il Biologico e/o il Biodinamico.
Produttori insomma che si muovono sul solco delle antiche metodologie, spesso alla riscoperta di antichi sapori.

L’Azienda.

Buondonno chianti classico

Buondonno, Chianti Classico in fiasco.

La storia aziendale,  parte da lontano, il podere era gestito o di proprietà del nipote di Michelangelo Buonnaroti, che cosi scrive al nipote. “preferirei avere due barili di trebbiano piuttosto che otto camicie”.
Sembra quindi che già alla metà del 1500, questa terra donasse buoni vini.
Da circa 30 anni, l’azienda è condotta da Gabriele Buondonno e Valeria Sodano, che fin da subito, ed in tempi non sospetti, convertono la conduzione al biologico.
Buondonno si trova a Castellina in Chianti (SI), nel cuore del Chianti Classico, 20 ettari di terreno, di cui 8 a vigneto.
Il Sangiovese utilizzato, proviene in gran parte da cloni selezionati per un produzione minima.
Questo conferisce al mosto, una maggiore superficie di contatto con le bucce, ed una migliore qualità del vino prodotto.
Oltre ai 7 ettari vitati con sangiovese, Colorino, e Canaiolo, un ettaro e diviso tra Merlot e Syrah.
Le viti sui vecchi impianti hanno una densità di 3000 ceppi, nei nuovi di 5000.
In azienda sono presenti anche degli appartamenti.

Buondonno, la mia degustazione.

buondonno

Buondonno Chianti Classico nel suo bicchiere. La foto non rende giustizia al colore.

Ho assaggiato, il Chianti Classico 2013, la degustazione è avvenuta ad inizio marzo 2017, forse un pochino presto, ma comunque il vino ha espresso davvero tutta la sua identità.
Un vino limpido, anche se subisce solo una leggera filtrazione, di un rosso rubino quasi brillante, ed delle sfumature sull’unghia tendenti leggermente al granato.
Il naso è abbastanza intenso, e abbastanza complesso, nessuna famiglia odorosa prevarica l’altra, questo rende il vino, molto elegante all’olfatto.
La più classica “viola mammola”, è quella che colpisce subito, che ben si sposa, con i frutti rossi maturi, le note speziate arrivano a stuzzicare, insieme ad una leggerissima nota di erbaceo, di erbe aromatiche.
Un vino caldo, con un ottimo equilibrio, i tannini sono già morbidi, e ben integrati nell’alcool e nella componente acida.
Un vino morbido per essere un Chianti, ma che potrebbe definirsi abbastanza morbido.
Strutturato e di grande piacevolezza, la presenza tannica, anche se ben integrata, fa pensare che questo vino possa raggiungere livelli ancora più alti tra un anno o due, e che possa avere davanti ancora qualche anno di vita.
Nelle sensazioni gustative, si ritrovano le percezioni olfattive, una buona persistenza, che si chiude lungamente, con una gradevolissima nota amaricante.
Un vino pronto quindi, ma con ancora delle belle aspettative per la sua tipologia.
La degustazione è avvenuta prima di cenna, presso il ristorante I’Ficarello, e qui proseguita con l’abbinamento.

Abbinamento.

buondonno

Tagliatella al cinghiale con Buondonno.

Buondonno e sigaro tornabuoni.

Chianti Classico Buondonno, e un sigaro Tornabuoni.

Un vino così tradizionale si sposa con piatti della tradizione, io me lo sono gustato con una tagliatella al cinghiale.
Ottimo abbinamento anche con cacciagione in umido, o con la più classica fiorentina.
Per un abbinamento fuori dal coro, consiglio invece un sigaro, della Compagnia Toscana Sigari, un Mastro Tornabuoni, intero o scorciato.


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Guada il video di sintesi sulla regione Toscana.

Guarda anche il video sul Sangiovese.

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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