Amarone della Valpolicella DOCG

Amarone della Valpolicella DOCG

Amarone della Valpolicella il logo del consorzio di tutela dei vini.

L’ Amarone è forse tra i vini più intriganti, è infatti tra i pochi vini passiti secchi, da pasto si produce nella zona della Valpolicella, nasce come DOC nel 1968, diventa DOCG, tra le principali della regione Veneto.

VITIGNI
Aleatico

-vitigni vari-

Corvina Veronese  dal 45% 95%: è tuttavia ammesso in tale ambito la presenza del Corvinone massima del 50%, in sostituzione di una pari percentuale di Corvina, Rondinella dal 5% al 30%. Possono concorrere un massimo del 25% totale le uve provenienti dai vitigni: – a bacca rossa non aromatici e/o vitigni classificati autoctonitaliani a bacca rossa, ammessi alla coltivazione per la Provincia di Verona. 

ZONA
amarone valpolicella

Valpolicella zone di produzione

È consentito produrlo in tutto o in parte dei comuni di: Marano. Fumane. Negrar, S. Ambrogio, S. Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, S. Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna. Grezzana. Pescantina, Cerro Veronese, S. Mauro di Saline e Montecchia di Crosara. Cosi come meglio indicato all’articolo 3 del disciplinare di produzione, è inoltre indicato dal medesimo disciplinare il tipo di terreno, di impianto e di allevamento delle viti, vietata ogni tipo di forzatura, ad eccezione dell’irrigazione di soccorso.

APPASSIMENTO, VINIFICAZIONE, INVECCHIAMENTO

L’appassimento delle uve, foto del consorzio.

Anche per l’appassimento delle uve, il disciplinare di produzione da indicazioni ben precise, la resa massima della trasformazione è fissata nel 40%, che può subire modifiche solo in anni particolari e di concerto con la regione Veneto, che può decidere di abbassare la resa, in questi casi un eventuale eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine, le uve dopo l’appassimento devo assicurare un titolo alcolemico minimo del 14%, l’appassimento deve avvenire in modo naturale, sono ammessi degli ausili purché questi rispecchino le condizioni naturali di appassimento, senza forzature con fonti di calore, la vinificazione, salvo in anni particolari, e su richiesta e relativa concessione, non può avvenire prima del 1° dicembre dell’anno della vendemmia.
L’invecchiamento minimo previsto è di 2 anni, calcolato dal primo gennaio successivo alla vendemmia, mentre per il riserva l’invecchiamento minimo è di 4 anni, calcolato dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.

CARATTERISTICHE

Dal disciplinare si legge:

Odore: caratteristico, accentuato; sapore: pieno, vellutato, caldo.
Titolo alcolometrico volumico effettivo minimo : 14% vol.
zuccheri riduttori residui massimo: 12 g/l in presenza di un titolo alcolometrico effettivo di 14% vol.; sono consentiti ulteriori 0,1 g/l di zuccheri residui per ogni 0,10 % vol. di titolo alcofometrico effettivo oltre i 14 % vol. e fino ai 16 % vol. e 0,15 g/l di zuccheri residui per ogni 0,10%. di titolo alcolometrico effettivo oltre l6% vol.
acidità totale minima: 5,0 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 28,0 g/l e 32,0 g/l nella versione “riserva”

degustazione

Degustazione

L’amarone ha caratteristiche peculiari ed uniche, è tendenzialmente di un rosso intenso, con unghia che va sul granato se invecchiato, il suo spettro aromatico è molto ampio, e spazia dalla frutta matura, a quella in confettura, solitamente non mancano le note tostate, dal tabacco al chicco di caffè, e quelle speziate, dal pepe alla cannella, possono esserci note meno evidenti di floreale, e profumi eterei, al gusto risulta intenso con le note di frutta passita, ma è solitamente asciutto, data anche lo scarso residuo zuccherino per un passito, si accompagna bene a primi piatti ben saporiti e a piatti strutturati.

L’amarone viene prodotto sostanzialmente con due metodi, uno più antico e naturale, prevede che la fermentazione avvenga in modo spontaneo senza controllo delle temperature, ed una lunga permanenza sulle bucce, l’altro più moderno oltre alle temperature controllate, che ne accelerano la fermentazione, e ne accorciano la permanenza in cantina, entrambi  i metodi danno ottimi prodotti, ma il primo è da considerarsi quello più ricercato ed ottimale.

Informazioni su Ganimede Coppiere

Mi firmo con un nome antico, che mi identifica da molti punti di vista, sotto il quale non mi celo ma rivelo. Amministro questo blog, che non ha pretese, ma cerca solo di raccontare esperienze personali di carattere sensoriale, oltre a dare, spero, strumenti utili agli appassionati del vino. Il mondo del vino è assai variegato, è un mondo che ti cattura, ti affascina, ed ovviamente ti inebria. Se vuoi scrivi direttamente a info@guida.wine
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